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Recensione PES 2009
scritto da Elessar777360 domenica 1 febbraio 2009ProEvolution Soccer 2009.
Casa Konami ha da sempre sfornato dei piccoli paradisi videoludici, laddove noi amanti del giuoco del calcio, è vero, trovavamo fonte di divertimento e di infiniti pomeriggi passati ad imparare al meglio possibile una tattica, oppure una finta in modo da poter sbalordire gli amici. Si dal primo ISS pro, fu amore a prima vista. Seppure la grafica era inferiore rispetto all’antagonista blasonato di nome FIFA.
E questo è quello che è successo per tutta le passate generazioni, fino all’avvento della tanto sospirata next-gen con macchine potenti e prestazioni da urlo. Come mai dico ciò? Andiamo a scoprirlo assieme!
Ancorato alle tradizioni.
E forse troppo. Più che ancorato, io direi fossilizzato. Il team Konami, addetto alla produzione del titolo di calcio da sempre più amato dalla nutrita schiera di puristi della simulazione, pare essersi fermato alla passata stagione. Infatti, si voglia addurre come plausibile scusa, il passaggio di nove-progettisti-nove [tra cui diversi capi!] al colosso canadese, ma dal primo titolo che si è potuto giocare su queste nuove console, quello che si respira è una sorta di aria stantia di vecchio e già visto. Un continuo tuffo nel passato. Un infinito deja-vù che mina sin dal principio il divertimento del giocatore. E tutto si ha con il solito e scarno menù e le solite e oramai note modalità. No, una novità c’è! La Champions League, di cui hanno i diritti! Da non crederci, l’effetto di emozione che produce poter giocare con la propria squadra del cuore nella competizione per antonomasia. Per il resto, è sempre la solita: campionato, coppa, master league [ancora!] e esibizione. Un secondo: c’è un’altra novità importante: Diventa un mito! Seguire la carriera d’un giovane 17enne fino ai 35 anni [e poi che succede? uno smette di giocare?!? Beh, almeno non si hanno solo 4 stagioni come in FIFA.] e che deve appunto diventare un mito imponendosi nelle svariate squadre di club in cui potrà andare a giocare.
La grafica non è tutto.
Questo era il ritornello, quasi assillante di chi giocava a PES. Ed era vero. Grafica non all’altezza della controparte della EA ma sempre e comunque una giocabilità strabiliante, in grado di sopperire alle carenze e lacune lasciate dalla parte visiva. E continua, anno dopo anno, ad essere sempre inferiore a FIFA, visivamente parlando. Questi due ultimi anni, però, oltre alla grafica ed al sonoro c’è anche l’immobilità nell’evoluzione d’un sistema che oramai è diventato vecchio. L’ingresso in campo, il manto erboso approssimativo, le magliette fatte ancora una volta di cartongesso stonano parecchio. Gli stadi presentano sempre il solito pubblico e la solita animazione. I volti dei giocatori sono riprodotti fedelmente, ma purtroppo questo modo non permette loro di esprimere le reali sensazioni ed emozioni provate. Sono semplici fotografie appiccicate su volti vuoti.
Una serie di migliorie sempre promesse ma mai realmente apportate danno l’idea d’un certo lassismo da parte della Konami, oramai certa che nessuno l’avrebbe più levata dal trono del calcio.
Senti, un coro inventato!
Non è possibile, che nel 2009 ci siano ancora gli stessi cori che c’erano per la versione della PlayOne, fatto salvo di qualche rarissimo caso sporadico. E non è possibile che lo speaker dello stadio, invece che dire almeno dei nomi, biascichi senza alcun senso parole che non esistono.
E questo è solo il primo aspetto che fa storcere il naso. Dal campo è ancora peggio: un assurdo rumore sordo si sente quando il giocatore controlla appena la palla, e lo stesso suono viene amplificato quando c’è un tiro. Sia esso di testa o di piede.
Le urla dei giocatori, quando c’è un contrasto duro, oppure un fallo sono azzeccate, e la telecronaca, da sempre punto dolente di questo titolo, invece si lascia tranquillamente ascoltare, senza essere invasiva e ripetitiva, all’estremo.
Musiche tutto sommato buone, e da sottolineare la canzone della Champions league. Bellissima!
Tutti in campo con…
Scegliamo una squadra a caso e partiamo in questa nuova avventura. Da subito si avrà la sensazione che la palla sia incollata al piede oltre ogni modo. La sfera, infatti, sarà quasi parte integrante del giocatore stesso, reagendo al minimo movimento del pad [o del D-pad!] e seguendo il corpo del calciatore. La fisica perfetta, lascia il posto ad un’approssimativa imitazione di quello che dovrebbe essere un corpo estraneo ed indipendente alle azioni stesse. E le stesse animazioni dei calciatori risultano legate e legnose oltre ogni modo. Corse tutte identiche, con possibilità di cambi di direzioni di 90° perfette, che nella realtà sono impossibili da compiere. Da sottolineare la perfetta realizzazione delle reti delle porte. Però, c’è da contraltare anche da indicare che non si ha la sensazione di aver segnato. Raramente, infatti, c’è soddisfazione per un gol, ed il più delle volte si osserva la palla rotolare in porta senza entusiasmo, e solo successivamente scoppiare il boato del pubblico. L’abilità dei portieri è stata aumentata in modo spaventoso. Gli estremi difensori, infatti, compiono balzi da perfetti artisti circensi, salvo poi vanificare il volo plastico [e rovinosa caduta a terra!] con una respinta della sfera al centro dell’area dove l’attaccante è pronto al più facile dei tap-in. Altra annotazione di rilievo, la quasi impossibilità di battere un portiere nell’uno contro uno, ma la tutto sommata semplicità nel poterlo saltare con un dribbling secco..
I tiri sono stati peggiorati in modo incredibile. Si ha quasi la sensazione che in area viga una forza di gravità del tutto estranea a quella terrestre. Infatti, saltuariamente si otterrà un rasoterra, a prescindere dalla forza decisa per calciare. Il più delle volte avremo dei campanili innocui e buoni solo a precluderci la strada per il Paradiso.
Uno strano livellamento dei valori dei giocatori ha sì deciso di premiare l’abilità del giocatore, con manovre e schemi. Ma ha anche minato il piacere di usare un fenomeno come Cristiano Ronaldo, Kakà, Messi o Ibrahimovic, che risulterà un giocatore di poco sopra la media e quindi facilmente fermabile dai difensori.
La fatica che i giocatori patiranno, sarà una sorta di barra di energia che permette loro di correre a perdifiato fino a che non l’avranno esaurita, senza sosta, per tutto il tempo che sarà loro permesso. E lo stesso passaggio da corsa lenta a scatto sarà quasi immediato.
Persevera, ancora una volta, il senso di non essere realmente in totale controllo della squadra ma di subire la CPU quando decida di segnare. Risulta infatti impossibile da parte nostra fare qualsiasi cosa. Ed anche il più stupido dei tiri, sarà per noi fatale. E non importa che esso accada all’inizio o al 90. In qualsiasi momento può succedere. Non è possibile intervenire in alcuno modo.
Fastidioso oltre ogni limite, poi, la ruleta che i giocatori compiono a loro discrezioni, e senza un preciso comando per non farlo fare. Capiterà infatti che un difensore la faccia perchè così è impostato il “numero” e che perda palla, spalancando così un portone con tanto di tappeto rosso per l’attaccante.
Continua, ancora, una sorta di intoccabilità da parte dei portieri. Essi infatti, sono immuni da qualsivoglia contrasto, ed i loro rinvii con le mani o con i piedi, sono assolutamente imprendibili dagli attaccanti, anche se appostati in modo fortunoso e disporrebbero d’un facilissimo controllo.
La Champions! Diventa un mito!
Sì, le novità più importanti di tutto il gioco. Ma anche qua, c’è da fare un’aspra critica alla casa del sol levante. Che mi significa poter vincere la Champions League con…il London Blue?!? Ancora senza licenze per quasi la metà delle squadre inserite nel gioco, e soprattutto, con le rose aggiornate poco dopo del primo agosto. Infatti, giocando con il Real Madrid, avremo come coppia d’attacco: Robinho – J. Baptista! E con il Chelsea…oops, pardon, London Blue? Avremmo davanti Shevchenko. Titolare! Ma con che coraggio, una casa produttrice rilascia un gioco, solitamente per ultimo [Esce sempre dopo FIFA!] e passi per le licenze [ma nemmeno tanto...] mancanti, ma con un mercato aggiornato a quando pare a loro. Non è più accettabile un simile comportamento da parte loro.
Tornando alle modalità: la Champions League è la forma classica della coppa dalle grandi orecchie. Prima i gironi all’italiana, e poi quelli ad eliminazione diretta. Bella ed affascinante come sempre, sollevare il trofeo dà sempre quel piacere sottile di aver “compiuto l’impresa”.
Campionato e Coppa sono sempre i soliti e comuni a tutti i giochi e la Master League è sempre identica a se stessa, per forma e fascino. Ma oramai, ha un fascino non più maturo e ammaliante, bensì d’una donna oramai sul viale del tramonto che si trucca il più possibile per riuscire a conquistare qualche attimo di attenzione.
Diventa un mito, invece è una gran bella novità. Si inizia con una partitella in cui dovremmo metterci in mostra il più possibile, ed una volta che sarà conclusa si avrà il primo contatto con il mondo del calcio giocato. Una squadra ci ingaggerà. E noi ci troveremo a dover conquistare la fiducia del mister in una serie di partite tra riserve e titolari in cui dovremmo metterci in mostra e arrivare dapprima alla panchina e giocare qualche sprazzo di partita, fino a diventare titolare inamovibile e puntare dritto alla convocazione Nazionale. Da sottolineare però, che la modalità presenta una piccolissima pecca. Non si ha la possibilità di chiamare in nessun modo un passaggio. Quindi ci capiterà molto spesso di essere soli ed in ottima posizione, eppure non serviti perchè il nostro compagno non ci vede oppure si intestardisce in un’azione solitaria. Ma è comunque una cosa secondaria, in quanto questa nuova esperienza è la più gratificante, ed appagante dell’intero gioco.
C’era una volta un re…
Così diceva una vecchia filastrocca che tutti da bambini abbiamo sentito almeno una volta, e che calza a pennello con quello che ora è PES. Un re che non c’è più. Non è più il faro nella notte delle simulazioni calcistiche, ma un buon gioco arcade senza troppe pretese e con molte, moltissime lacune. Inaccettabile il mercato estivo non esperito, ed anche le continue assenze di licenze per le squadre più importanti ed i campionati. L’immane lavoro degli appassionati che anno dopo anno, customizzano ed aggiornano un gioco incompleto è un’azione straziante d’amore verso una casa che puntualmente si intasca i soldi, promette, ma poi volta la schiena o fa spallucce.
Il sistema di gioco risulta essere sempre lo stesso. Sempre più frenetico, e con un assurdo effetto flipper che porterà spesso il giocatore ad arrabbiarsi per gol presi in modo tanto rocambolesco quanto stupido. L’intelligenza artificiale lascia molto a desiderare. E con esso anche l’impegno profuso dal gruppo del sol levante per far uscire un semplice aggiornamento mal riuscito del gioco dell’anno scorso, anch’esso deludente.
Buona la modalità “Diventa un mito!”, forse unica vera nota positiva in un totale e palese fallimento da quello che una volta era un re, ed ora osserva solamente un reame andato in frantumi e fumo come dopo il passaggio d’un’orda barbarica.
Grafica: 7.
Giocabilità: 6.
Longevità: 8.
Sonoro: 7.
Totale: 7.
PRO:
Diventa un Mito!
La telecronaca finalmente accettabile.
La possibilità di modificare interamente ogni giocatore.
CONTRO:
Controllo di palla.
Frustrante quando la CPU decide di segnare.
Scarso impegno da parte della Konami: il gioco è sempre uguale da troppi anni.
Livellamento di valori in campo che va a limitare il gusto dell’utilizzare un fuoriclasse.
Mercato e Licenze arrangiate alla meno peggio.
2 Utenti hanno commentato, adesso tocca a te!
Mohsen
alle 05:55 il 24/3/12ramin در تاریخ ۲۵ مهر ۱۳۹۰ گفته که :salam,man copy kardam vali javab nadad ke?ba in atsraoe internet ye roz dashtam dl mikardam akharesh hichi b hichi[]محمد پاسخ در تاريخ مهر ۲۵م, ۱۳۹۰ ۹:۱۳ ب.ظ:با سلاماگر مسیر داخل پست جواب نداد شما باید این فایلو جایی که سیو های بازی pes 2012 در درایو ویندوزتون قرار بدینبا تشکر[]
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gianna
alle 13:38 il 1/7/09PES 2009 ALL’ XBOX È UNA SCHIFEZZA