Recensione Fifa 09

scritto da Elessar777360 domenica 4 gennaio 2009

Correva l’anno 1994, quando una casa produttrice canadese si impose sul mercato con un titolo di calcio, per gli standard di allora, rivoluzionario: FIFA international soccer. Rivoluzionario perché introduceva la visuale isometrica del rettangolo di gioco, e per una giocabilità che per il tempo era innovativa (alzi la mano chi non si ricorda che schiacciando entrambi i tasti il giocatore dava una spinta all’avversario che aveva di fianco). I giocatori non erano reali e c’era la possibilità di usare solo le nazionali, ma il divertimento raggiungeva livelli alti. Con il proseguire degli anni la serie FIFA s’è dovuta scontrare contro il rivale nipponico PES. Scontro che per un periodo è parso quasi impari, talmente era la superiorità del titolo Konami. Senza scoramenti, ma con l’idea che perdere fosse solo una tappa per migliorare il gioco, si son rimessi a capo chino ed hanno sfornato FIFA 09, che si pone come punto di partenza per la nuova generazione di calcio videoludico.

Le promesse mantenute.
250 migliorie. Con questo annuncio, fecero strabuzzare gli occhi dei più scettici accorsi alla presentazione di questo titolo. La base, solida ma lontana dalla perfezione, era FIFA 08. E gli stessi progettisti dissero che avrebbero apportato duecentocinquanta migliorie al proprio titolo. Alcune davvero visibili. Altre meno, ma ugualmente importanti. E le declamate aggiunte si notano subito all’avvio. Inserendo il disco, quando il gioco parte, ci troviamo ad impersonificare Ronaldinho, nell’arena di caricamento. Come l’anno scorso, è possibile scegliere il giocatore che si preferisce, senza problemi come invece c’erano nelle passate edizioni, al momento di giocare in in live. Salta subito all’occhio una grafica ancora più definita, resa ancor più piacevole agli occhi, ed una fedeltà impensabile nella risposta del personaggio controllato ai nostri comandi. Ad ogni movimento o pressione del pad, corrisponde un altrettanto movimento del nostro calciatore. Fluidità migliorata, il giocatore sembra sciolto, reale. E come antipasto non è niente male, però lo scetticismo resta, in quanto muovere così un singolo giocatore può essere meno dispendioso in qualità di risorse chieste alla macchina, rispetto a muovere 22 giocatori.

Via, è il momento di provare una partita veloce. Amichevole, impostazione di difficoltà esperto e si è di nuovo nell’arena ad aspettare il caricamento dell’incontro. Prima chicca, quando la partita è pronta per esser giocata, non succedeva come agli altri capitoli, ma il campetto diventa il manto erboso dello stadio prescelto per la partita, compare la torcida che rumoreggerà ai nostri numeri. L’ingresso dei giocatori è più curato e pure i visi risultano davvero migliorati, rispetto all’anno passato. Distanti ancora da PES, c’è da dirlo, ma a conforto c’è una diversa struttura. I volti dei nostri beniamini, nel titolo EA, sono stati riprodotti in modo tridimensionale e con un discreto numero di texture. Il campo appare realizzato in modo encomiabile e l’inquadratura gratifica anche i più maniaci delle tattiche. Infatti, scegliendo “grandangolo” è possibile avere una visione d’insieme della squadra che permette giocate spettacolari.

Prime migliorie: la terna arbitrale. Infatti c’è la presenza di arbitro e guardalinee con bandierine e tutto il resto. Si parte. Le animazioni lasciano basiti, per la bellezza e la naturalità con cui ci vengono mostrate. Difficilmente, infatti, si potrà assistere a due tiri identici nell’arco di diverse partite. La frenesia dei passati capitoli è finalmente dimenticata, ed a goderne è il gioco di squadra. Per arrivare a concludere a rete, non è più possibile prendere il giocatore e scartare mezza squadra avversaria. Una fitta rete di passaggi, manovre lente e ragionate sono la costante di questo capitolo. L’intelligenza artificiale della squadra è davvero gratificante. Infatti, accompagna e non solo, ma suggerisce anche passaggi in profondità, indicando o chiamando un passaggio filtrante. Quella avversaria, invece, è ancora migliorata rispetto all’anno scorso. Difese arcigne, e manovre avvolgenti sono caratteristiche anche delle piccole squadre. Grandi giocate e spettacolari manovre, invece contraddistinguono le big.

Le condizioni climatiche! Assenti nell’edizione passata, ora ci sono e condizionano in modo sensibile l’andamento delle partite. La palla sarà scivolosa e schizzerà a terra se il terreno sarà bagnato. Aver atteso un anno n’è valsa la pena. E queste sono alcune delle migliorie che saltano all’occhio, le altre sono intrinseche, ma ugualmente si fanno sentire parecchio.
Inutile sottolineare un motore grafico straordinario, con un frame rate costante, salvo in sporadici e non ciclici rallentamenti, nelle scene concitate del gioco.

Taca la bala!
Sì, s’era accennato, prima, alla fisica della palla. Quest’anno è più che mai un elemento indipendente, un qualcosa di esterno al giocatore. Come nella realtà, la palla fa quello che la fisica le impone di fare. E sono solo alla palla, ma al calciatore stesso. Non sarà difficile infatti vedere un tiro strozzato, oppure presa malissimo e calciata alle stelle perché il corpo è sbilanciato all’indietro. Assai meno rari saranno gli stop sbagliati da parte di calciatori poco dotati tecnicamente, ma anche da mostri sacri quali Cristiano Ronaldo, Kakà o Ibrahimovic. Tutto è possibile, come nella realtà. Giocatori in condizione o baciati dalla fortuna, possono fare cose di tutto rilievo, proprio come accade nelle partite.

Il dominio assoluto da parte di una squadra, però, può vedersi piegato in un micidiale contropiede, maestralmente orchestrato dalla rivale, che alla fine sgambetta la squadra che ai punti avrebbe meritato i tre punti. Piacevole per gli occhi, quest’anno, anche l’animazione della rete della porta. Un po’ inferiore rispetto a quella di PES, ma ugualmente con un balzo in avanti rispetto alla passata stagione da potersi ritenere soddisfatti. Piacevole anche il giro che prende la palla se calciata ad effetto, oppure la traiettoria e la quasi immobilità nella rotazione, se presa di piena potenza. Il peso della palla si sente, controllarla è quanto mai difficile. Non è raro che in un allungo il nostro calciatore perda la palla oppure che un difensore la tocchi quel tanto che basta per toglierci il controllo della stessa, o ancora che un errato tocco, involontario, la faccia carambolare in fallo laterale. Da sottolineare anche la miglioria approntata ai tiri di testa. Non saranno più casuali i gol in quel modo, ma potranno essere l’arma d’una squadra. infatti la palla parte secca e precisa, se presa bene. Altrimenti risulterà un tiro fiacco e senza speranze.

E si parte!
Le modalità di gioco sono sempre le solite, collaudate: campionato nazionale, internazionale [e qua c’è da sbizzarrirsi con lo stuolo di licenze che farebbero impallidire chiunque.], coppe nazionali ed internazionali e creazione di tornei personalizzati. La modalità che più da soddisfazioni, ossia quella chiamata “Allenatore”, che ci cala nei panni di un dirigente della società che scegliamo di prendere per mano e portarla ai più grandi successi. Avremo a fare i conti con stipendi, rinnovi contrattuali, calciomercato ed il naturale corso degli anni per i giocatori che quindi subiranno gli effetti del tempo, perdendo potenza e velocità. In questa modalità, sarà importante più che mai un’oculata gestione dell’intera rosa, infatti la stanchezza si farà sentire e sostituzioni oppure turnover saranno alla base di successi che altrimenti non si potrebbero conseguire. L’incremento dello staff, migliorando i vari piani sarà necessario per vedere crescere i propri giocatori in ogni reparto. Simpatica è anche la possibilità di avere a che fare con domande dai giornalisti e rispondere prendendo la giusta frase che non scontenti nessuno, ma che al contrario galvanizzi l’ambiente e la tifoseria. La carriera dell’allenatore alla sir. Alan Ferguson è alla portata di pad.
Davvero bellissima è la modalità “be a pro” dove si vestiranno i panni d’un solo giocatore che avrà a disposizione quattro stagioni per imporsi nella squadra di club e nella nazionale, portando ai successi sia l’uno che l’altra compagine. La possibilità di usare la visuale professionista ci cala ancor di più nello spirito della partita, a discapito dell’utilità della visuale stessa. Seguire il giocatore di spalle è infatti un’arma a doppio taglio, in quanto non si ha mai una visione periferica del gioco stesso, però è utile per fare dribbling stretti e giochetti con la palla. L’idea, per com’è stata sviluppata è veramente molto valida, va per forza di cose rivista e corretta, perché si ha una crescita del giocatore quasi logaritmica. Non è difficile, infatti, assistere a piccoli fenomeni che nell’arco di tre stagioni siano al top in ogni reparto e non sia più nemmeno aumentare le loro abilità. diluendo le stagioni, aumentando sensibilmente il numero, e non limitando il tutto a quattro anni, si potrà avere un’ottima modalità, gratificante e non purtroppo irreale dal punto di vista crescita-partite giocate.

Ed il navigar m’è dolce in questo mar!
Essì, il live, ancora una volta, croce e delizia della generazione che si sta vivendo, la fa da padrone, mettendo in mostra novità strabilianti, e davvero impensabili fino a tre anni fa.
Nella modalità PRO la EA ha compiuto un autentico miracolo, permettendo addirittura di giocare in 20! Esatto, venti persone diverse, dieci contro dieci, ognuno con un proprio giocatore, e le proprie regole e posizioni da seguire. Difficilissimo, all’inizio. Ma un vero spasso una volta presa la mano ed affinato l’appeal con i proprio compagni, proprio come si crea affiatamento con i compagni reali.
La modalità FIFA club 09, permette di affrontare amici e non, con una squadra dai valori livellati e quindi dove si mettono sul piatto solo le abilità personali e non l’individualità del calciatore. Si prediligerà la manovra e non il solista. In pratica ci sarà una partita a scacchi dove sarà la tecnica o la fortuna a farla da padrona. Ci sarà la solita partita veloce classificata, e la classica partita con un amico, sempre uguale eppure imprescindibile, perché sfidare persone sconosciute, con squadre sempre diverse (si spera…) è un allettante richiamo.

Campionati interattivi EA Sports è un modo davvero bello di stare accanto alla propria squadra del cuore. Seguendo, infatti, il cammino del campionato, sarà possibile affrontale la rivale di quella domenica, e andare a fare in modo che la nostra vittoria o sconfitta influisca sulla classifica comparata tenuta dalla EA che tiene conto per ogni partita giocata, del risultato ottenuto ed andando e stilare infine le statistiche. Più si gioca e più si aiuta il proprio team.

Campionati Online EA Sports è invece un campionato con fino a 32 squadre creato dagli utenti e che si articola in scontro l’uno contro l’altro, fino a decretare il vincitore del campionato stesso, appunto.
Da segnalare un filtro che fa affrontare giocatori con parità di settaggi. Quindi, non ci saranno più persone avvantaggiate dall’assistenza in un cross, oppure su passaggi e tiri.
Unica peculiarità: per salvare i replay si avrà bisogno del collegamento live. Per gli altri utenti, questa opportunità sarà preclusa, purtroppo.

Caressa-Bergomi: shut up!
Purtroppo, uno dei punti forti della casa EA è venuto a mancare proprio nell’anno in cui elogi e quant’altro si sprecano. Uno dei commenti più brutti, noiosi e ripetitivi che si possano sentire, con frasi sempre uguali, continui riferimenti ai mondiali di due anni fa, e errori marchiani, come lo scambio di identità. Infatti, secondo Caressa, Cannavaro Paolo ha vinto il pallone d’oro. L’articolazione della telecronaca è monotona, e riprende sostanzialmente le stesse frasi del 2008. Purtroppo, verrebbe da dire. Il comparto audio, togliendo il duo, infatti, si attesta su livelli altissimi. Pubblico che segue l’azione, rumoreggia, fischia o addirittura, nel campionato italiano, arriva ad insultare la propria squadra (da antologia il tifoso che urla “FATE SCHIFO! SIETE RIDICOLI! ANDATE A LAVORARE! NON NE POSSIAMO PIU”). Cori da stadio molto belli e caratteristici, speaker che a seconda della squadra che segna in casa o in trasferta cambia addirittura inflessione nel pronunciare il nome del marcatore. Il tocco del pallone si sente, pieno e mai fastidioso. Anche gli urli dei giocatori toccati duro, a volte si fanno sentire in modo gradevole. Il fischio dell’arbitro è nitido e si sente bene, ed è curioso come, a volte, ci sia un fischio molto simile proveniente dal pubblico, che può trarre in inganno.
La trackist, purtroppo, non è nemmeno lei all’altezza delle precedenti, proponendoci musiche ripetitive e abbastanza anonime. Lontani i tempi di Song 2 dei Blur!

Partita vera o giocata?
Parlando approfonditamente della veste grafica, si ha spesso e volentieri la bocca aperta, e non è difficile confondere il videogioco con una partita reale. Illuminazione perfetta, tagli di inquadrature superbe (bellissimo il ruotare leggero della telecamera mentre s’abbassa per le rimesse dal fondo) danno la spettacolarità che siamo abituati a vedere proprio sui televisori con le nuove tecnologie. L’animazione raggiunge punte incredibili di fedeltà e di realismo, sfiorando quasi la maniacalità. Giocatori che si riconoscono anche solo da come stanno in campo, e da come toccano la palla. Impossibile non restare sbalorditi davanti alla classiche discese impetuose di Cristiano Ronaldo, oppure alle movenze quasi danzate di Ronaldinho, la rapidità fulminea della pulce Leo Messi, per non parlare della potenza ed eleganza di Kakà o la forza e classe straripante del Mago Ibrahimovic. Ma non solo con i giocatori d’attacco si ha questo lavoro di ricreazione! In difesa l’eleganza di Nesta, la forza di Materazzi, la grinta di capitan Zanetti sono lampanti. Stesso dicasi per portieri e centrocampisti. Insomma, i ragazzi della EA hanno preso i giocatori simbolo del calcio moderno ed hanno ricreato la loro controparte videloudica, con risultati egregi.
I volti, come detto prima, è l’unica cosa che ancora manca per avere un titolo perfetto, sotto il profilo visivo. L’erba del campo è ricreata perfettamente,  giochi di luci ed ombre sono un piacere per gli occhi, ed anche gli stadi sono imponenti, maestosi, quasi reali.

Sotto il profilo Tecnicotattico…
Come direbbe il buon Capello, l’aspetto tecnico-tattico della squadra è importante per raggiungere il risultato ultimo del calcio: vincere impressionando per la bellezza del gioco stesso. Rendere impotente l’avversario davanti ad una superiorità talmente lampante che la vittoria è la giusta conseguenza del solo fatto che la squadra sia in campo. Come succedeva al Milan degli olandesi, alla grande Inter, alla Juventus di Platini, al grande, grandissimo Real e così per tutte le  squadre che hanno dettato epoca e scritto pagine di storia.
E qua la EA ci viene in aiuto con una possibilità di modificare il dettame della squadra in ogni minima voce. Libertà di azione, velocità di passaggi, fluidità di manovra, trappola del fuorigioco, difesa con il libero, trequartista avanzato, prevalenza di lanci lunghi, priorità di cross, frequenza di tiro e quant’altro sono cose che, finalmente, noi possiamo decidere senza che nessuno possa poi non constatare quanto impartito sul campo. Infatti i giocati ubbidiscono agli schemi, alle variazioni ed alle novità. Trovare il giusto equilibrio è quasi una sfida alchemica, ma una volta che si è vicini, le soddisfazioni sono grandiose. Si sa esattamente come si muoverà la squadra e quale saranno le reazioni ad una nostra mossa. Schemi e tutto il resto sarà in mano nostra. Anche il decidere di spingere all’attacco la squadra che sta soccombendo sarà una mossa da dosare, perché l’atteggiamento “ultraoffensivo” scoprirà la retroguardia e offriremo il fianco a contropiedi mortiferi.
Particolare da non sottovalutare sarà il grado di fatica che la squadra è in grado di sopportare. Ci sono infatti giocatori che si stancano prima di altri e quindi hanno meno scatto da offrire, e decadono di prestazioni. Starà a noi, dare un’oculata gestione della compagine durante la partita, in modo che non si verifichino assenze importanti nei momenti chiave dell’incontro.

Triplice fischio: il ritorno del re.
Nel giocare ad un “simulatore” di calcio, ci son da tenere in considerazione di variabili e aspetto prettamente estetico.
FIFA 09, quest’anno ha compiuto un autentico miracolo. Ha rimesso la testa davanti, e non solo quella, infatti. S’è reimposto come titolo di riferimento e come punto cui giocare per divertirsi con lo sport più bello del mondo. FIFA 09, ha le carte in regola per essere il gioco di calcio, al momento, più bello della generazione, in attesa della nuova versione, che si spera non stravolta interamente un sistema di gioco così delicato e preciso che anche un piccolo tocco sbagliato rischia di far precipitare il tutto, sfasciando ogni cosa.
Dal comparto grafico al comparto di gameplay, si erge come punto di partenza, dimostrando che le batoste prese sono servite. Lavorare in silenzio, prendendo paga ogni anno è stato il loro modo di capire dove sbagliavano. Ed ora son tornati, i ragazzi EA e ci hanno regalato questo autentico capolavoro per appassionati del settore.
Ora scusate, mi son dilungato un po’ troppo, ma torno a giocare…

PRO:
Grafica.
Sonoro.
Coinvolgimento.
Controllo della palla.
Una caterva di squadre ed una moltitudine di campionati.

CONTRO:
Non tutti gli stadi hanno la versione notturna.
La Neve è solo fastidiosa, ma non si sente sul campo.
La telecronaca è da ammutolire.
Qualche imperfezione qua e là nella gestione del gioco e gli sporadici rallentamenti.
Assenza di diritti sulla champions league.


GRAFICA: 9
SONORE: 8.5
GIOCABILITA’: 9.5
LONGEVITA’: 9

TOTALE: 9

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2 Utenti hanno commentato, adesso tocca a te!

Salvatore

alle 13:19 il 24/1/09

Cannavaro, nel 2006 ha vinto il Pallone d’Oro con 173 voti.

Fabio

alle 19:42 il 16/2/09

a leggere la recensione mi sembra che l’unica “arma” in più di FIFA 09 rispetto a PES 09 è il sistema di gioco molto curato,per il resto sono tutte cose che constatiamo anke nel prodotto Konami…..+ o -…….cmq lo proverò;l’unica cosa ke mi spiace è il fatto dei diritti x la Champions,ke ho visto in PES ed è una delle novità di quel gioco che preferisco.Per concludere una cosa ke potrebbe farmi preferire FIFA è la presenza della serie b e di tanti altri campionati….

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